3/112 - Keope
Simil siamese, femmina sterilizzata...
7/316 - Ginger
Simpatica canaglia, meticcio compagnia tre colori taglia piccola femmina adulta...
7/21 - Abe
Europea Grigia tigrata, femmina sterilizzata, adulta...
78 - ALFER
Giovane meticcio di taglia media, nero focato. caratteriale. dominante....
x - Pepo
Europeo grigio tigrato maschio adulto...
7/367 - CHARLIE
taglia piccola, giocherellone. da compagnia....
8/28 - da definire
femmina europeo, grigio bianco peltro...
4 - IRON
Taglia media incrocio con pastore tedesco. Simpatico, molto affettuoso, eta' 12 mesi circa....
A8/43 - da definire
femmina, tre colori ...
6/251 - Poldo
Simpatico meticcio guardia, adulto in canile dal 2006 è stato abbandonato dalla proprietaria, adess...

News

come vedono i nostri amici
2008-08-11 17:59:46
Come vedono i nostri animali? Come vedono gli animaliOggi siamo in grado di interpretare con una sufficiente precisione come vedono gli animali grazie all’impegno di molti ricercatori che si sono avvalsi di studi elettrofisiologici, anatomici e comportamentali. Il cane ed il gatto hanno una funzione visiva molto diversa da quella dell’uomo dato che in natura avrebbero la necessità di vedere meglio in condizioni di luce crepuscolare o quasi assente essendo dei predatori notturni. Per questo motivo nella loro retina vi sono moltissimi bastoncelli, recettori sensibili alla luce di minore intensità e sul fondo dell’occhio esiste una struttura, il tappeto lucido, che riflette la poca luce che è presente anche nella notte piu’ buia. Al buio come di giorno E’ stato calcolato che il riflesso del fondo dell’occhio nel gatto è 130 volte superiore a quello dell’uomo; per questo motivo vede ancora con un’intensità luminosa 6 volte inferiore alla minima che noi possiamo percepire. Il cane ha caratteristiche simili anche se pare necessiti di intensità lievemente superiori, comunque ha una percezione tale che i ricercatori per osservarne il comportamento devono utilizzare strumenti sofisticati, la loro vista non basta. L’amplificazione della luminosità notturna consente di mettere in risalto le potenziali prede su uno sfondo parzialmente luminoso e di cacciarle. Inoltre i bastoncelli sono finalizzati alla percezione dei movimenti e, se la preda si muove, non può sfuggire. In uno studio del 1936 negli Stati Uniti è stato dimostrato che pastori tedeschi della Polizia erano in grado di percepire oggetti in movimento ad una distanza variabile tra 810 e 900 metri mentre oggetti fermi erano percepiti a 585 metri o meno. Una vista cosi’ specializzata però non consente di vedere bene i dettagli ma solo l’insieme del campo visivo, in effetti il cane e il gatto come la maggior parte degli animali non hanno la macula, settore del fondo dell’occhio che consente la visione fine indispensabile all’uomo per leggere e svolgere le proprie attività. Anche il campo visivo, cioè l’area che un occhio è in grado di osservare, nei nostri animali ha un’ampiezza variabile con la loro funzione e quindi non solo con la specie ma anche con la razza. Nei brachicefali, cioè nei soggetti con muso appiattito come ad esempio il cane Bulldog o il gatto Persiano, gli occhi sono diretti un po’ lateralmente; nei mesocefali che hanno un muso piu’ allungato, sono disposti verso l’avanti. Visione a 250 gradi In media nei cani gli occhi deviano di 20° lateralmente mentre nell’uomo sono diretti in avanti senza alcuna deviazione; per questo motivo il campo visivo totale del cane è di circa 250° mentre quello dell’uomo è di 180° / 190°. Poco comunque se confrontato con quello del cavallo pari a circa 357° che, essendo un potenziale predato, ha necessità di vedere tutto attorno a sé per sopravvivere. Un importante fattore che differenzia la capacità visiva degli animali è anche la loro altezza rispetto al terreno che condiziona la prospettiva: immaginiamo cosa possono vedere un piccolo Yorkshire Terrier o un gatto che entrano in un prato d’ erba non tagliata rispetto ad un Alano. I piccoletti penetrano in una fitta foresta, il colosso passeggia sul prato. Studi comportamentali hanno evidenziato che il cane ed il gatto hanno una buona capacità di percepire la forma mentre la particolare costituzione della retina ne limita la percezione dei colori, privilegiando le necessità notturne quando i colori scompaiono. Percepiscono quindi dal blu al giallo ma le altre lunghezze d’onda vengono interpretate come sfumature dal bianco al grigio. Il cane non è in grado di distinguere come tali il rosso ed il verde, se ha la funzione di guida per ciechi impara a rispettare il semaforo in rapporto alla luminosità ed alla posizione del settore acceso; però percepisce una scala di grigi che noi non possiamo nemmeno immaginare. In sintesi estrema possiamo affermare che la funzione visiva del cane e del gatto è inferiore a quella dell’uomo per quanto riguarda la visione binoculare, la percezione dei colori, le capacità di focalizzazione e l’acutezza visiva. E’ però migliore in condizioni di luce attenuata, consente la percezione veloce di nuove immagini e dei movimenti in un campo visivo particolarmente ampio e con una percezione di una scala di grigi a noi sconosciuta. Sono quindi animali che dovrebbero vivere in una nicchia ecologica in cui l’uomo si troverebbe in forti difficoltà. Ciò nonostante si sono adattati molto bene alle nostre esigenze e convivono con noi condividendo a volte le stesse passioni, ad esempio per la televisione. Attenti alla televisione A questo proposito attenzione ai possibili problemi: le immagini televisive sono composte da piu’ fotogrammi che si susseguono in sequenza rapida (di solito 60 al secondo) che noi vediamo come un filmato perché siamo in grado al massimo di vedere separate poco piu’ di 50 immagini al secondo. I cani arrivano a percepire fino a 60 sequenze al secondo per cui molti di loro vedono singoli fotogrammi in sequenza rapida ed alcuni, in condizioni patologiche, per questo stimolo possono presentare crisi convulsive. ************ Il prof. Claudio Peruccio svolge attività clinica e di ricerca esclusivamente nel settore dell’oculistica veterinaria, è specialista in Clinica delle Malattie degli Animali da Compagnia ed è Diplomato al College Europeo degli Oculisti Veterinari (ECVO)
CANI DEI CANILI
2008-06-20 22:39:32
"volgi gli occhi allo sguardo del tuo cane:poi afferma che non ha un'anima". Victor Hugo i canili sono sempre pieni.Pieni di animali che la gente non vuole piu',presi per un capriccio,usati per qualche tempo,poi,quando diventano un impiccio,buttati via... Abbandonati il piu' lontano possibili per evitare che ritrovino la strada di casa:perche' il cane anche se maltrattato,cerca sempre il suo padrone o torna a casa.Ci sono cani di tutti i tipi colori e dimensioni. Cani nel cui DNA sono presenti i cromosomi di talmente tante razze che se ne puo' riconoscere una in ogni parte del corpo.Animali che sono stati adottati e poi abbandonati parecchie volte e che malgrado tutto,non hanno perso la speranza di trovare qualcuno che si prenda cura di loro.Nei canili i cani abbaiano la loro disperazione:molti di loro i cosiddetti "cronici",vecchi e malati,che non usciranno piu' dai box. "CERCO UN PADRONE DI RAZZA PERCHE' IL BASTARDO L'HO GIA' AVUTO" Questa e' la frase che si legge in uno dei tanti canili comunali d'Italia,gestito dai VOLONTARI di un Associazione.I VOLONTARI sono una straordinaria risorsa:amano gli animali si impongono per fare rispettare i loro diritti,gestiscono egregiamente i canili e si adoperano in ogni modo perche' gli animali siano adottati.Infatti,il canile dovrebbe essere un punto di passaggio,un luogo di soggiorno temporaneo prima che l'animale venga adottato.Purtroppo per molti cani e' la dimora definitiva.Tutto questo invita a riflettere.Se decidete di prendere un cane,prima di orientare le vostre scelte tra le oltre 300 varieta'di cani di razza,pensate al canile.Si tratta di una scelta difficile,matura e molto generosa:il randagio puo' offrire le stesse gioe degli altri.Nel canile potrete trovare quello che cercate,cuccioli,cani adulti e di razza(anche questi vengono abbandonati,purtroppo).Il cane che ha vissuto l'esperienza del randagismo e' un animale che ha sviluppato un forte istinto di sopravvivenza e un'intelligenza particolare senza la quale non sarebbe scampato ai pericoli della strada.Impara rapidamente le regole della casa dove viene ospitato,si adatta facilmente a tutte le situazioni.E' piu' resistente alle malattie:il suo sistema immunitario e' stato rafforzato da un'infinita' di virus,batteri e parassiti.E' riconoscente al suo nuovo padrone e ricambia il suo amore con infinita tenerezza;e' piu' indipendente,abituato a cavarsela in ogni situazione.Come abbiamo gia' visto,possono insorgere dei problemi comportamentali nei primi mesi della sua nuova vita,problemi dovuti alle esperienze passate.Ma col tempo e sopratutto quando avrete conquistato la sua fiducia,tutto andra' bene. Dott.Mauro Cervia da"Caneterapia"-Ed.Salani
Hans Ruesch
2008-03-31 21:49:44
Studiando per alcuni anni medicina, e curando negli anni '70 la collana I manuali della salute per una casa editrice, si convinse che la vivisezione non era altro che una enorme truffa a scopo di lucro, capace di raccogliere ingenti fondi pubblici e privati col pretesto di essere necessaria alla ricerca scientifica. Dedicò così gli anni successivi ad approfondire l'argomento ed a raccogliere prove su questa teoria, diventando il maggiore esponente del movimento antivivisezionista italiano. Nel 1975 Hans Ruesch diede vita alla CIVIS, Centro Informazioni Vivisezionistiche Internazionali Scientifiche, fondazione antivisezionista con sede in Svizzera. Questi anni di studio portarono Ruesch a scrivere Imperatrice Nuda, libro che destò scalpore in Italia nel 1976, anno in cui fu pubblicato da Rizzoli, e che fu poi boicottato e soffocato dall'industria farmaceutica in accordo con le maggiori case editrici. Imperatrice Nuda affronta dal punto di vista storico, medico, etico e scientifico il problema della vivisezione, indicando nel testo i nomi e le prove a sostegno della tesi che non esiste alcun motivo sotto nessun punto di vista che non sia quello del profitto personale per portare avanti la pratica della vivisezione, ma anzi questa abitudine, riconosciuta anche dalla legge, ha apportato negli ultimi anni solamente danni. La storia dettagliata degli ostacoli editoriali che hanno intralciato la diffusione del libro, e quindi la polemica cresciuta attorno ad esso, furono descritti da Hans Ruesch in Piccola storia editoriale, appendice all'attuale versione di Imperatrice Nuda nell'edizione Civis. I libri successivi, tutti sulla vivisezione e sulle frodi ad essa legate, sono usciti molti anni dopo: nel 1980 vide la luce I Falsari della Scienza, edito da Civis, e nel 2005 uscì La medicina smascherata, edito da Editori Riuniti. http://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Ruesch
VIVISEZIONE
2008-03-27 00:17:53
La vivisezione non serve: parola di vivisettori del dott. Stefano Cagno tratto da "Impronte" nr.82 febbraio 2002 della LAV tratto dal sito NoVivisezione: www.novivisezione.org Il bravo consumatore quando fa la spesa, controlla attentamente le etichette sulle quali sono indicati i componenti e le caratteristiche del prodotto che sta per acquistare. Il bravo medico dovrebbe fare altrettanto con i farmaci che prescrive. Qualche giorno fa è arrivato nel mio studio l'informatore scientifico di una nota industria farmaceutica per presentarmi un nuovo antiepilettico (oxcarbamazepina), recentemente commercializzato. Come sempre succede, alla fine, mi ha lasciato la cosiddetta scheda tecnica, ossia la documentazione dettagliata di tutte le caratteristiche del farmaco. Appena ho avuto un momento di tempo libero mi sono messo a leggere la scheda tecnica e ho trovato diverse affermazione tanto interessanti quanto sconcertanti. Inizialmente sono andato a vedere i dati riguardanti la tossicologia e come al solito ho trovato i risultati ottenuti con l'LD50. E' utile ricordare che questo test risale al 1927 e consiste nel somministrare ad alcuni animali una certa dose della sostanza in fase di sperimentazione, fino a trovare la dose in grado di uccidere il 50% degli animali trattati. I risultati riguardanti questa nuova molecola sono i soliti: "La tossicologia acuta dell'oxcarbamazepina e dell'MHD [1] nell'animale da laboratorio è stata dimostrata essere bassa. Dopo una singola dose orale dei due componenti, la LD50 variava tra 1240 mg/kg e più di 6000 mg/kg in funzione della specie studiata: topo, ratto, hamster cinese". Vale sempre la pena di osservare che tra il valore più basso e quello più alto vi è una differenza di sei volte e che le specie impiegate sono tutte e tre roditori e quindi, teoricamente, dovrebbero comportarsi in maniera abbastanza simile. Tutto ciò dimostra che non sono paragonabili, da un punto di vista biologico, nemmeno specie tra loro affini. Proseguendo nella lettura della scheda tecnica si legge: "Non sono stati inoltre ritrovati effetti teratogeni nel topo e nel coniglio. In uno dei due studi condotti nel ratto, oxcarbamazepina, a dosaggi giornalieri pari a 300 mg/kg e 1000 mg/kg, ha causato effetti teratogeni correlati alla dose". Anche in questo caso si conferma la teoria, ormai ampiamente dimostrata, che cambiando la specie animale cambiano anche i risultati. Così oxcarbamazepina risulta teratogena in una specie, ratto, ma non nelle altre due, coniglio e topo. Importante sottolineare un altro aspetto: solo in una ricerca su due nei ratti il farmaco si è dimostrato teratogeno. Ciò dimostra che non solo cambiando la specie, variano i risultati, ma basta semplicemente cambiare il ceppo per ottenere effetti significativamente diversi. Le affermazioni più interessanti però devono ancora venire. Nel paragrafo riguardante la gravidanza e l'allattamento si legge: "Uno studio tossicologico condotto nel topo da Bennet e al. (1996) ha messo in evidenza che la somministrazione per via orale di oxcarbamazepina alla dose di 1100 mg/kg (dose massima tollerata) dal 6° al 18° giorno di gestazione ha indotto un'incidenza di malformazioni dell'8% contro il 5% osservato nel gruppo dei controlli. Tale differenza non ha raggiunto la significatività statistica, (p > 0.05) ma, pur tenendo conto delle differenze nel trasporli alla gravidanza umana, questi dati suggeriscono di utilizzare il farmaco in gravidanza soltanto se strettamente necessario". Successivamente compaiono le solite due affermazioni, ormai comuni a tutte le schede tecniche dei nuovi farmaci: "Non vi sono dati per stabilire la sicurezza di Tolep(2) nella gravidanza umana ? Analogamente, non ci sono dati per stabilire la sicurezza di Tolep durante l'allattamento. Non si può escludere la possibilità di effetti collaterali nel bambino". Ma allora cosa hanno sperimentato sugli animali, se poi ammettono per iscritto che i dati che hanno ottenuto non sono trasportabili al genere umano? In questo caso la storia ci viene in aiuto. Tutte le volte che una industria è stata portata in tribunale per risarcire i danni provocati da un suo farmaco, i dirigenti si sono sempre difesi affermando che sugli animali quegli effetti collaterali non si erano verificati, ma, si sa che gli esseri umani non si comportano come gli animali. Ecco quindi che nel caso dell'oxcarbamazepina l'industria farmaceutica mette già le mani avanti e scarica subito ogni responsabilità se si dovessero verificare effetti collaterali non attesi con la sperimentazione animale. Inoltre affermare che non esistono dati sulla sicurezza nella gravidanza equivale ad affermare che le ricerche sugli animali non servono a nulla, come dicono sempre gli antivivisezionisti. Da osservare infine il tentativo dialettico di giustificare l'aumento delle malformazioni congenite nei topi, affermando che non è statisticamente significativo, essendo passato dal 5% al 8%. Se questo dato, per caso, dovesse essere confermato anche negli esseri umani, cosa potremmo dire a quel 3 % di madri che avranno un figlio malformato a causa del farmaco che hanno assunto: "Signora, ci spiace, ma è caduta proprio in quel 3% non significativo di malformazioni?" Il massimo dell'ipocrisia si raggiunge però quando vengono presentati i dati preliminari di sicurezza. "Sia i ratti che i topi mostrano un lieve aumento dell'incidenza di tumori epatici dose-dipendenti dopo 2 anni di trattamento con oxcarbamazepina ? D'altro canto, l'aumento dei tumori epatici visti con oxcarbamazepina sembrerebbe essere speciespecifico nel roditore e non collegato all'uomo. Inoltre, il metabolismo dell'oxcarbamazepina è molto diverso negli animali da esperimento rispetto all'uomo, in quanto la riduzione al metabolita MHD rappresenta solo una minore via di metabolizzazione". Prima osservazione. Cosa vuol dire "sembrerebbe essere specie-specifico"? Perché l'uso del condizionale? Dopo una sperimentazione che poggia su basi scientifiche si può dire "è specie-specifico" oppure "non è specie-specifico". Se però uso il condizionale vuole dire che dalla sperimentazione non ho ricavato dati attendibili. Se poi ipotizzo un diverso comportamento tra gli animali e gli esseri umani, vuole dire che dopo gli animali ho sperimentato anche sugli esseri umani e mi sono accorto che questi reagiscono in maniera differente. Ma allora torniamo alla domanda iniziale: "perché sperimento sugli animali se poi devo ripetere le stesse ricerche sugli esseri umani per essere sicuro dei risultati"? Infine l'ultima affermazione è veramente scandalosa. Quando negli animali non si verificano effetti collaterali, i vivisettori affermano che si può stare sicuri. Quando i farmaci nelle ricerche sugli animali manifestano effetti collaterali seri, i vivisettori dicono che non bisogna preoccuparsi perché il metabolismo degli animali è differente rispetto a quello degli esseri umani. Ma allora cosa serve la vivisezione, se in ogni caso, anche quando si sono dimostrate rischiose negli animali, le sostanze in fase sperimentale vengono comunque somministrate anche agli esseri umani? Sono da tempo convinto che la vivisezione sia utile solo a chi la pratica. Esiste però un aspetto che proprio non riesco a sopportare: l'ipocrisia. E le affermazioni scritte sulla scheda tecnica dell'oxcarbamazepina sono scandalosamente ipocrite.http://www.disinformazione.it/vivisezione2.htm www.novivisezione.org
IL DOLORE E L'INDIFFERENZA
2008-03-27 00:00:05
di Dacia Maraini Trattiamo gli altri animali come fossero esseri insensibili, eppure ciò che ci differenzia da loro è nulla rispetto alle affinità 20-01-2006 - Fonte: corriere.it Cos'è che ci rende così insensibili al dolore animale? Eppure ormai sappiamo, perché ce l'hanno detto tanti scienziati, che gli uomini hanno quasi tutto in comune con gli animali, cominciando dalla capacità di soffrire, di amare, di capire. Gli animali hanno memoria, gli animali conoscono l'affezione, la tenerezza, la protezione verso i più deboli, la solidarietà di specie, ma anche l'odio, il sentimento di vendetta, la frustrazione, la paura, l'aggressività, l'invidia, il coraggio e così via. Di tutto questo è composta un'anima nel senso antico della parola. Eppure continuiamo a comportarci come se fossero fatti di materia insensibile, come se la loro sopravvivenza fosse proporzionale solo alla nostra utilità. Carne da macello, carne da tavola, carne da sperimentazione, carne da scambio. Carne e solo carne. Siamo capaci di tenerezze verso il gattino di casa che riempiamo di coccole, probabilmente viziandolo e rendendolo nevrotico. Ma quando si tratta di animali non domestici, di animali nel mondo, non riusciamo a vederli come esseri viventi, che come noi, hanno diritto a nascere e crescere su questo pianeta. Animali da esperimento: ecco una delle violenze più nascoste e taciute. L'idea di fondo è che il sacrificio di topi, babbuini, cani, conigli, criceti, sia necessario al progresso della medicina. Nessuno si ferma a riflettere sulle sofferenze, insistite, vere e proprie torture che noi procuriamo ai piccoli animali da sperimentazione. Spesso assolutamente inutili, se non proprio dannosi, come dimostrano i casi del Lipobay e del Vioxx ritirati precipitosamente dal mercato. L'uso disinvolto della sperimentazione animale, come spiega Pietro Croce in un libro tutto dedicato alla vivisezione e come ribadiscono gli amici di Equivita, porta malattie e morte. Gli animali sono simili agli uomini ma sono anche diversi di fronte alle malattie, di fronte ai farmaci. Troppe volte si sono presi per buoni i risultati di esperimenti fatti sui ratti, falliti poi miseramente sull'uomo. Per esempio i 30.000 giapponesi accecati dal clioquinol nel 1978. O i bambini nati focomelici per l'uso del talinomide, testato sui criceti e considerato sicuro, tanto da consigliarlo alle gestanti negli anni 60. «Pochi leggono il Bollettino di informazione sui farmaci del Ministero della Sanità», scrive Croce. «Il numero dell'8 agosto 1983 ci informa che dal 1972 al giugno 1983 è stata revocata la registrazione (cioè vietata la vendita) di 22.621 confezioni di specialità medicinali, che, per lo stesso fatto di essere messe in vendita, avevano superato l'esame imposto dalla legge, della sperimentazione sull'animale. Un altro comunicato informa che le cose stanno cambiando, in peggio: dal 1984 al dicembre del 1987 gli effetti collaterali (solo quelli segnalati) procurati dai farmaci, sono stati 14.836, con 112 morti. Quanti anni ci vogliono per accorgersi che un farmaco è dannoso e quanti morti»? Gli antivivisezionisti insistono che non si tratta di pietà verso la sofferenza animale, probabilmente per non essere accusati di facile sentimentalismo. Per me invece, e non mi vergogno a dirlo, la pietà è un elemento determinante: non credo che si possa ottenere niente di buono dalla tortura e dalla morte procurata, anche se si tratta di animali. La vista, in questi giorni, di milioni di poveri pennuti chiusi nei sacchi della spazzatura starnazzanti e sepolti vivi sotto terra, mi sembra una cosa orribile, che fa disonore all'uomo. «Ma quali le alternative?» chiedono a gran voce coloro che hanno una fiducia nella sperimentazione animale. Le alternative ci sono e stanno in una ricerca alternativa «genetica, fatta in colture in vitro, con metodi statistico-epidemiologici, simulazioni al computer». Stiamo tutti pagando questa lunga crudeltà verso gli animali che si vendicano, senza neanche saperlo, portando nuove e terribili malattie. Dacia Maraini
SCUOIATI VIVI
2008-03-25 18:02:27
PELLICCE? NO GRAZIE. LE PELLICCE MADE IN CHINA,COMMERCIATE ANCHE IN ITALIA. N.B. IL CANE NELLA FOTO...E' ANCORA IN VITA...Milioni di animali allevati in condizioni brutali e SCUOIATI VIVI: accade in Cina per il mercato internazionale della pellicceria, in particolare quello di Italia, Europa, Stati Uniti, Giappone, Corea e Russia. Un’investigazione e un filmato, realizzati nel 2004 e 2005 nelle principali province cinesi in cui è praticato questo tipo di allevamento (Shandong, Heilongjiang, Jilin, Hebei),resi pubblici oggi dalla LAV insieme all’Associazione Svizzera per la Protezione degli Animali e East International che hanno condotto l’indagine, denunciano orrori inimmaginabili: sul web dedicato www.nonlosapevo.com è possibile vedere una breve sequenza video, invitare altre persone a visitare questo sito e firmare la petizione della LAV al Governo italiano per chiedere un bando nazionale all’importazione e al commercio di pelli e pellicce provenienti dalla Cina e l’obbligo di un completo sistema di etichettatura per questi prodotti. La Cina è diventata la più grande produttrice ed esportatrice al mondo di pellicce e di manufatti in pelliccia: nel 2004 il valore del commercio di questo tipo di prodotti made in Cina ha raggiunto i 2 miliardi di dollari statunitensi. La Cina produce più di 1 milione e mezzo di pelli di volpi e visoni l’anno, equivalenti all’11% della produzione mondiale di visoni e al 27% della produzione mondiale di volpi, mentre il numero di procioni allevati e uccisi in un anno è di oltre 1 milione e mezzo. Milioni anche i cani e ai gatti uccisi per la pelliccia. Più del 95% dell’abbigliamento prodotto in Cina è venduto in particolare a Europa e Italia, USA, Giappone, Corea e Russia, con l’80% di pellicce esportate da Hong Kong verso Europa, Stati Uniti e Giappone. La Cina importa 5 milioni di pelli di visone e 1,5 milioni di pelli di volpe l’anno: questo corrisponde al 40% di quanto venduto attraverso le aste di tutto il mondo. Molte di queste pelli sono tinte in Cina e poi riesportate. Il giro d’affari mondiale derivante dalla vendita di pellicce ha raggiunto, nel biennio 2001-2002, l’importo di 11 miliardi di dollari statunitensi. L’Unione Europea è la più grande consumatrice di pellicce di tutto il mondo; nel biennio 2002-2003, il commercio di pellicce dei Paesi dell’Unione Europea, è stimato in circa 4,5 miliardi di dollari statunitensi.
SFRUTTAMENTO DI ANIMALI
2008-03-21 01:48:29
..Luoghi in cui nessun essere vivente dovrebbe entrarci. Sbarre e reti che chiudono la liberta’ e la vita di chi non ha nessuna colpa, tranne quella di essersi fidati dell’uomo. Un esistenza avvilente dimenticati e condannati come i peggiori criminali. Sguardi rassegnati e disperati in cui la freddezza dell’animo umano non riesca a scorgere cio’ che di piu’ unico possa esistere. L’AMORE E IL RISPETTO PER TUTTO CIO’ CHE VIVE...... Gabbie gelide e terribili dove la sofferenza consuma spiriti innocenti alla solitudine, al dolore e alla morte. Il mondo dietro le sbarre del dolore. La vita di queste creature... una sofferenza senza fine... Eppure in questi occhi stanchi e disperati, il bagliore della vita brilla ancora. Un essere vivente i cui occhi si illuminano quando una mano lo sfiora e che ama in silenzio colui che sa’ solo tradire... l’uomo. L’URLO silenzioso di chi non ha voce si alza dagli stabulari dei laboratori e degli “spettacoli� circensi ecc. Dove regna l’indifferenza e la crudelta’ umana. Siamo nuovamente davanti allo sfruttamento di animali a scopo di lucro da parte dell’essere umano. Sopprusi perpetrati agli animali nella completa indifferenza collettiva e soprattutto istituzionale. MOBILITIAMOCI CONTRO IL CIRCO CON ANIMALI. >>Lo spettacolo che fa sognare bambini e adulti>>. le movenze aggraziate delle tigri che saltano nel cerchio di fuoco, gli elefanti che ballano la lap dance sul cubo. Chi può resistere a uno spettacolo del genere?». Ma chi è quel coglione che, all'alba del 2008, caccia nel palinsesto un panegirico dello spettacolo più diseducativo del mondo. spingendo i genitori a portare i bambini ad applaudire tigri, elefanti, ippopotami e cavalli, privati di ogni dignità da uomini e donne il cui unico scrupolo è quello di contare i soldi a fine spettacolo? Nel servizio mancava l'elephant man di turno, a strappare un "ohhh" a metà fra la sorpresa e il disgusto. Nella speranza di vedere aumentare consensi futuri e far riflettere su certe ingiustizie, ignorate e minimizzate da chi ancora non riesce a sentire il respiro di questo nostro pianeta. FIRMATO...una voce fuori dal coro...
Lola,Frida e Briciola
2008-03-04 16:32:22
Tre piccole cagnette da compagnia, femmine adulte sterilizzate cercano una nuova casa... Urgente. Aiutiamole!!!!
Axel
2008-03-04 16:29:53
Simpatico meticcio compagnia, maschio, 10 mesi in cerca di una nuova famiglia. Contattate il Canile Gattile al numero 0165/34627
Tobia Cerca Casa
2008-02-13 12:10:07
Meticcio di piccola taglia maschio adulto cerca urgentemente una nuova casa... Per informazioni contattare il canile Gattile Regionale tel. 0165/34627 info@avapaonlus.it